Zenzero, attenzione al pericolo rappresentato dalla salmonella

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C’è un rischio salmonella all’interno di alcuni prodotti a base di zenzero in Italia. Nello specifico, il riferimento è allo zenzero in polvere: il Ministero della Salute italiano, infatti, ha provveduto a diffondere uno specifico richiamo dedicato ad un lotto di zenzero in polvere che si trovava sul mercato, lanciato dalla marca Lucrom.

Nel momento in cui si va a fare la spesa, una delle principali preoccupazioni, oltre a scegliere alimenti sani, è di spendere di più rispetto a quanto è stato messo in preventivo. Ecco spiegato il motivo per cui la tecnologia e le applicazioni per device mobili possono tornare decisamente utili a tale scopo. E le app hanno rivoluzionato anche altri ambiti, come quello del gioco online. Ci sono numerose piattaforme in cui si possono sfruttare dei bonus senza deposito, a cui si può accedere anche direttamente dal proprio dispositivo mobile, indipendentemente che si tratti di uno smartphone o di un tablet.

Lo zenzero in polvere oggetto del richiamo operato dal Ministero della Salute

L’alimento oggetto del richiamo da parte del Ministero della Salute è, quindi, zenzero in polvere. In particolar modo, si tratta di un formato che è stato proposto sul mercato in una versione in bustine da 60 grammi l’una. La produzione è stata curata dall’azienda denominata Lucrom, che opera in provincia di Monza e Brianza. Nello specifico, lo stabilimento è collocato a Renate.

Il richiamo del Ministero della Salute ha coinvolto un lotto specifico, come dicevamo: si tratta del numero 2275, con una scadenza minima pari al 31 dicembre del 2021. È chiaro come il consiglio migliore da seguire, in questo caso, è quello di evitare di utilizzare o mangiare il prodotto, soprattutto in ottica di prevenzione rispetto a potenziali conseguenze dannose per i clienti.

Il Ministero ha anche sottolineato come tutti coloro che abbiano comprato le bustine presso un supermercato, abbiano diritto alla restituzione del prodotto al punto vendita, ottenendo in cambio il risarcimento della somma che è stata spesa. Il pericolo microbiologico è rappresentato, come detto, dalla salmonella.

Gli altri richiami delle ultime settimane

Non si tratta certo del primo richiamo dell’anno da parte del Ministero della Salute. Infatti, solamente pochi giorni fa, era stato comunicato il ritiro, sempre in via precauzionale, di un lotto di salame campagnolo, prodotto dall’azienda Salumi Pasini.

È molto importante mettere in evidenza, ad ogni modo, che la salmonella corrisponda ad un bacillo che si può trovare in alcuni alimenti contaminati. E i rischi per la salute sono elevati. Il Ministero della Salute, solamente a luglio, aveva effettuato un altro richiamo, legato a dei bocconcini di salame, che venivano commercializzati con il marchio Azzocchi Roberto.

Ancora prima, a farne le spese era stato un lotto di formaggio pecorino semistagionato. In questo caso, il richiamo che è stato operato da parte del Ministero della Salute per via della potenziale contaminazione con la Listeria monocytogene. Questo è il risultato di vari test e verifiche incrociate, che sono state portate a termine da parte del medesimo produttore.

Un altro preoccupante caso, solamente poche settimane fa, era emerso con un lotto di Salame Cotto Mignon, la cui produzione è stabilita a Genola, in provincia di Cuneo. Questo salume era venduto in una confezione sottovuoto da 230 grammi. E occhio pure ad alcune crostate confezionale: un altro avviso di richiamo ha coinvolto le crostate prodotte dal marchio Le Dolci Passioni, proposte sul mercato dalla Nardone Produzioni Dolciarie SRL.

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