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Scrittori esordienti: ?Quello che manca? di Paolo De Lazzaro
data: 05/01/2009
LA STORIA
Questa è la storia di un libro. Un libro nato in casa, come si usava tanto tempo fa, allevato da un padre sognatore, cresciuto dalle zie e (finalmente) partito per il mondo.
Quello che manca era un libro in cerca di pubblicazione. Uno dei milioni (miliardi) di manoscritti che viaggiano tra i cassetti e le cassette postali delle case editrici, in un Paese che scrive tanto e legge quasi niente. Paolo De Lazzaro, papà della creatura, bella penna e ottime nozioni di marketing, decide di aggirare l''ostacolo dell''ISBN e di stamparlo, distribuirlo e promuoverlo da sé. 10 copie, tante quanti sono i personaggi del libro: Riccardo Zanetti, Cristina Orlandini, Saverio Catalano, Sergio Baratto, Carlo Martini, Federica Furini, Piero Lucidi, Andrea Cavallini, Marcello Pace, Francesco Pacifico. Lo leggono gli amici, i colleghi, i parenti forse, e poi lo passano, in una catena ad libitum nutrita dal piacere di leggerlo. Paolo, come suggeriva Gibran, scocca le sue 10 frecce chiedendo solo 3 dazi ai lettori: firmare la propria pagina preferita, passare parola e libro, segnalare il transito sul blog http://delazzaro.wordpress.com. Succede che l''idea funziona. Il libro si legge, piace, passa di mano in mano. Il blog si riempie di nomi ma anche di commenti, complimenti, identificazioni di umanità varia, anzi simile. E a un certo punto capita sul blog un editore (Zero91), che si incuriosisce, legge e decide di pubblicare.
La storia di Quello che manca diventa una storia a lieto fine. Grazie al libro, alla penna di Paolo e alla potenza della comunicazione. C''è da aspettarsi che la strada presa da Riccardo Zanetti e dalle sue copie sorelle diventi un caso di scuola, a futura memoria e imitazione per scrittori esordienti depressi dal mercato (editoriale) e solleticati dal marketing.
IL LIBRO
Un carabiniere anomalo, un grande amore finito, un caso da risolvere, una donna splendida e intoccabile, una nuova amicizia a portata di mano. E, a filtrare i dettagli, "quello che manca", sentimento più che oggetto, stato d''animo più che obiettivo, approccio alla vita e al mondo. Quello che manca è quello che si aspetta, sempre, da adolescenti quando si è in corsa per essere, da trentenni quando ci si arrabatta per migliorare. Quello che manca è la difficoltà a staccarsi dal passato, l''ostinazione a scavare nel dolore, l''incapacità di leccarsi le ferite. Quello che manca è la paura di diventare adulti "come vogliono loro", l''incertezza di una strada dall''orizzonte fumoso, l''impossibilità di trovare un proprio posto nel mondo. Quello che manca è la tromba struggente di Miles Davis e i Rolling Stones di You can''t always get what you want.
Quello che manca è un libro pieno di pensiero (pure troppo) e di sentimenti masticati a lungo, pieno di quotidiano, di musica e di Roma. È un romanzo generazionale? Diciamo di sì, perché al di là del giallo (che sembra appassionare poco anche il nostro anomalo carabiniere) quello in cui ti specchi è la vita di Riccardo, trentenne residente nella Capitale con le radici da un''altra parte, rassegnato a sopportare il traffico coprendolo con il jazz. E a respirare la vita filtrandola con il sogno.
P.S. Quello che manca è in corso di pubblicazione.
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