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Interviste

Piernicola Di Muro: io, compositore per il cinema

Intervista al giovane autore delle musiche di L''amore non basta

data: 01/12/2008

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Il grande pubblico ha imparato a conoscerti per la colonna sonora del bel film di Stefano Chiantini L''amore non basta, a cosa ti sei ispirato per comporre il tema principale della pellicola?

Se deve esserci una fonte di ispirazione, quella è la sceneggiatura. Non mi stancherò mai di dire che la musica per le immagini è un arte differente dalle altre, inclusa la musica, e con questo non dico che il compositore per film non ha personalità, ossia lavora solo "al servizio di..."; dico che la storia narrata è e deve essere la tua fonte d''ispirazione. Per L''Amore non basta la cosa che mi guidò per il tema principale fu la scena del ballo in cui due protagonisti, recitano in due stanze separate non toccandosi mai. Stefano voleva una specie di canzone/tema e su queste indicazioni si è arrivati alla definizione del tema portante.


Quando componi attingi anche ai tuoi stati d''animo ed esperienze personali o ti lasci trasportare dalla storia e le sensazioni del film?

Come ho già detto i tuoi stati d''animo sono sempre legati a cosa racconta il film. Certo, se quello che vedi girato ti tocca, ti emoziona, automaticamente saranno i tuoi stessi stati d''animo a portarti avanti nella composizione. Credo che scrivendo musica per film inevitabilmente ogni compositore reinterpreta la realtà narrata nella vicenda, cercando di aggiungere una storia parallela a quella che si vede sullo schermo, accompagnando lo
spettatore in un doppio livello emozionale. Questo è il fascino della musica per film: la sua indispensabile trasparenza.


Com''è nata la collaborazione con Chiantini che risale al precedente film Una piccola storia?
Come molte collaborazioni tra registi e compositori. Ho conosciuto Stefano quando stava girando Una Piccola Storia; due miei cari amici che lavoravano sul set, diedero a Stefano un paio di miei cd, li ha ascoltati, ci siamo incontrati durante le riprese, e con una fiducia
reciproca pian piano ci siamo conosciuti artisticamente e abbiamo lavorato su
Una piccola storia. Assodata la nostra stima reciproca e l’amicizia L''Amore non basta è arrivato di conseguenza.


A cosa stai lavorando ora e che progetti hai in cantiere?

Adesso sto lavorando per una importante fiction/serie televisiva che partirà dal 7 dicembre su Raiuno in prima serata dal titolo Tutti pazzi per Amore per la regia di Riccardo Milani. Un lavoro mastodontico ma molto divertente.


Se potessi scegliere un grande regista hollywoodiano ed uno italiano, per chi ti piacerebbe lavorare?

Tra gli hollywoodiani mi piace molto Christopher Nolan, ma se devo essere sincero non rifiuterei di lavorare con un giovane regista di Hollywood su un opera prima. In Italia invece, mi piacerebbe lavorare con Emanuele Crialese o Saverio Costanzo, due registi i cui lavori mi hanno molto colpito in questi ultimi anni. Poi ti dico un''altra cosa, io amo l''horror e il thriller, un po’ di coraggio nel reinventare e rispolverare come si deve, questi due generi, che hanno fatto la storia del cinema italiano, sarebbe davvero interessante. Ecco, mi piacerebbe fare un prodotto nostrano in questo senso, una novità però.


Ricordi il tuo primo lavoro e le emozioni legate a quella “prima volta”?

Beh ci sono diversi lavori che considero dentro l''insieme della cosiddetta “prima volta”, due piccoli ma interessanti progetti per due produzioni indipendenti statunitensi (Dead in the water e Silk trees), compresi tutta una serie di cortometraggi. Le emozioni sono sempre le stesse, inizi un progetto e dici: “Riuscirò a finirlo con soddisfazione”, poi arrivi al termine e ti chiedi ancora se riusciresti a farne un altro, magari più grande. E’ un dramma infinito. Ahahah!


A chi tra grandi compositori, nostrani e non, ti senti più affine e perché?

Mi piace l'' ”Hans Zimmer approch”, dove il compositore è prima di tutto un film-maker, conosce tutte le fasi, tranquillizza il regista e cerca di garantire il prodotto “colonna sonora” in tutte le sue fasi, da questo punto di vista produttivo trovo che gli americani siano un po'' meglio organizzati. Se invece non parliamo di affinità ma di gusto, mi piace molto Pasquale Catalano e Franco Piersanti.


Per concludere volevo chiederti cosa ne pensi dei nuovi media,dei social network e del peer to peer? Trovi possa essere uno strumento straordinario per farsi conoscere, oppure sia un danno per chi opera nel settore?

No assolutamente, il web, l''online working e tutto cioè che risiede in queste tecnologie è di grandissimo aiuto, se solo considerassimo il web uno strumento di lavoro vero,miglioreremmo di molto il nostro livello professionale. Ho avuto la fortuna di sperimentare ben due lavori gestiti a distanza tramite web working e conference call ed ho constatato che invece di chiudersi, gli orizzonti si sono allargati. Ho conosciuto registi
dall''altra parte dell''oceano e non ho avuto nessuna difficoltà a comunicare con loro circa il film a cui si stava lavorando, ovviamente i costi si sono ridotti moltissimo. Vedo ancora in una grande città come Roma, utilizzare i corrieri cittadini per portare da un capo all''altro della città un cd contenente informazioni per alcuni mb, quando molto spesso(non sempre, certo) l''utilizzo telematico dei server garantirebbe maggior tempo da dedicare al prodotto. E'' una questione di testa. Non si tratta di perdere il contatto umano tra artisti o persone e altre sciocchezze del genere, ogni tecnologia ha dalla sua parte un potenziale positivo, è la cultura e la corretta informazione a favorirne l''utilizzo migliore. Internet e ciò che ne consegue è per me un grandissimo mezzo lavorativo e professionale, e non sto parlando di mail,chat, sito web o ftp, anzi, credo che questo sia solo l''1% delle potenzialità della rete.







Scritto da Mirko Di Nella

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