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	<title>EU Magazine</title>
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	<description>Notizie da tutto il mondo</description>
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		<title>Steve Jobs, un tributo al genio fondatore di Apple</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 13:35:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<description><![CDATA[A distanza di diversi mesi dalla morte prematura di Steve Jobs, il fondatore di Apple, è possibile stilare un bilancio della sua vita. Jobs è stato un personaggio geniale, fuori dal comune e dotato di una visione lungimirante. È proprio grazie alla sua mente innovativa che sono stati inventati i computer e altri dispositivi ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eumagazine.it/wp-content/uploads/2012/02/iPhone-300x257.jpg" alt="Tecnologia e innovazione" title="Steve Jobs, un tributo al genio fondatore di Apple" width="300" height="257" class="alignleft size-medium wp-image-88" /><strong>A distanza di diversi mesi dalla morte prematura di Steve Jobs, il fondatore di Apple, è possibile stilare un bilancio della sua vita. Jobs è stato un personaggio geniale, fuori dal comune e dotato di una visione lungimirante. È proprio grazie alla sua mente innovativa che sono stati inventati i computer e altri dispositivi ad alto contenuto tecnologico di uso quotidiano.</strong></p>
<h2>La storia personale di Steve Jobs</h2>
<p>Steven Paul Jobs nacque a San Francisco, il 24 febbraio 1955, da due ragazzi che all’epoca frequentavano l’università. Presto venne dato in adozione ai coniugi Jobs, dai quali prese il cognome e che diventarono a tutti gli effetti la sua vera famiglia. All’età di 5 anni Jobs si trasferì con i genitori a Mountain View, in California; dopo gli studi al college nel 1974 Jobs venne assunto dalla Atari dove affinò le sue competenze in ambito tecnico. In seguito ad una permanenza di diversi mesi in India per motivi di lavoro, Jobs sviluppò una particolare sensibilità e divenne un praticante di buddismo zen e meditazione. In collaborazione con Steve Vozniak e Ronald Wayne, Jobs fondò nel 1976 (nel garage dei suoi genitori) la Apple Inc., un’azienda che ben presto avrebbe scritto il proprio nome nella storia. Il 2003 fu un anno tragico per Jobs, cui venne diagnosticato un tumore al pancreas contro il quale lottò per anni. Nell’agosto del 2011 diede le proprie dimissioni dall’azienda per via degli ormai insormontabili problemi di salute che lo condussero alla morte, all’età di soli 56 anni, avvenuta il 5 ottobre 2011. Memorabile resterà il discorso pronunciato nel 2005 da Steve Jobs ad una vasta platea di studenti e laureandi dell’Università di Stanford. In questo discorso Jobs spronò i giovani con il motto “Stay Hungry, Stay Foolish”, che tradotto letteralmente significa “Siate affamati, siate folli”: una esortazione a perseguire le proprie idee sino in fondo, senza lasciarsi intimidire o scoraggiare. </p>
<h2>Le grandi invenzioni targate Steve Jobs</h2>
<p>Potrebbe sembrare strano, ma a causa di divergenze d’opinione Jobs si licenziò dalla Apple Inc. e, nel 1985, Jobs fondò una sua propria compagnia informatica: la NeXT Inc. I primi elaboratori NeXT furono un colpo di genio: erano infatti potenti e performanti, e proprio su uno di questi modelli al CERN di Ginevra venne messo a punto il World Wide Web. La compagnia continuò a macinare un successo dietro l’altro, inventando fra gli altri il framework WebObjects per lo sviluppo di applicazioni web. Fu grazie a WebObjects che successivamente, dopo che la NeXT venne acquisita da Apple Inc. nel 1997, vennero realizzati l’Apple Store, l’iTunes Store e i servizi MobileMe. Dopo l’acquisizione della NeXT, Jobs ritornò nella compagnia da lui cofondata in veste di amministratore delegato (CEO). Da lì in poi la Apple Computer introdusse sul mercato il famoso Mac e numerosi altri prodotti innovativi come ad esempio l’iPhone, nel 2007. Forse non tutti lo sanno, ma Steve Jobs ebbe anche un importante ruolo di collaborazione con la Disney. Nel 1986 egli acquisì il The Graphics Group, successivamente ribattezzato Pixar e destinato a diventare una delle più importanti case di produzione specializzate nell’animazione.</p>
<p>Foto: maconga &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il FAI e i Luoghi del Cuore</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 13:18:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uema</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il FAI, ovvero il Fondo Ambiente Italiano, è una fondazione che si occupa della tutela del patrimonio artistico, architettonico, storico e naturale dell’Italia. Tra le iniziative più incisive del FAI ve n’è una in particolare: si tratta de “I Luoghi del Cuore” che, in base alle segnalazioni dei cittadini, individua i beni di maggiore interesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eumagazine.it/wp-content/uploads/2012/02/Foggia-300x200.jpg" alt="I luoghi d&#039;interesse in Italia" title="Il FAI e i Luoghi del Cuore" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-84" /><strong>Il FAI, ovvero il Fondo Ambiente Italiano, è una fondazione che si occupa della tutela del patrimonio artistico, architettonico, storico e naturale dell’Italia. Tra le iniziative più incisive del FAI ve n’è una in particolare: si tratta de “I Luoghi del Cuore” che, in base alle segnalazioni dei cittadini, individua i beni di maggiore interesse e che necessitano di tutela.</strong></p>
<h2>Il Fondo Ambiente Italiano e la sua mission</h2>
<p>Il Fondo Ambiente Italiano è una realtà che da oltre 35 anni si impegna a favore di una cultura di rispetto del patrimonio artistico dell’Italia. Questa fondazione senza scopo di lucro è attivamente impegnata nella tutela delle tradizioni e del patrimonio del territorio, che rappresentano le radici dell’identità italiana e che troppo spesso sono abbandonati a sé stessi. Degrado, incuria e mancanza di manutenzione sono tra le minacce più gravi, e proprio per questo il FAI e i suoi sostenitori si prefiggono come obiettivi la sensibilizzazione della collettività, la vigilanza sul territorio e l’attuazione di interventi di conservazione, restauro e tutela. Grazie all’iniziativa ed all’impegno del FAI è stato sinora possibile salvare diversi luoghi di interesse sparsi in tutta Italia. Come, ad esempio, il Mulino di Baresi, un piccolo edificio situato storico sulle montagne bergamasche oppure l’Oratorio di San Martino di Clavi, in provincia di Imperia.<br />
Gli interventi del FAI si svolgono fianco a fianco con importanti enti del territorio: un esempio è rappresentato dal workshop di progettazione organizzato in collaborazione con l’Istituto Universitario di Architettura (IUAV) dell’Università di Venezia. Questo workshop internazionale ha riguardato il Brolo del Monastero dei SS. Gervasio e Protasio, situato a Vittorio Veneto (Treviso). </p>
<h2>L’iniziativa “I Luoghi del Cuore” del Fondo Ambiente Italiano</h2>
<p>“I Luoghi del Cuore” è una importante iniziativa che il FAI mette in campo in collaborazione con un importante istituto bancario italiano, e che si basa sul censimento a livello nazionale di luoghi poco noti, ma significativi. Questo censimento si basa sulle segnalazioni volontarie dei cittadini che rendono nota al FAI la presenza di un luogo di interesse che per loro assume un significato importante dal punto di vista personale, ma che fa parte anche di un patrimonio storico, culturale o artistico considerato “minore”. Solitamente l’iniziativa “I Luoghi del Cuore” non segue un filo conduttore ben preciso, ma si basa su segnalazioni libere dei cittadini. Diversa è stata l’edizione del 2010, la quinta, che è stata dedicata al censimento nazionale dei luoghi più significativi per l’Unità d’Italia. A 150 anni dalla unificazione nazionale il FAI ha infatti ritenuto opportuno dedicarsi alla ricerca dei luoghi italiani, piccoli e grandi, nei quali è custodita l’identità nazionale. I risultati del censimento sono stati davvero sorprendenti, e hanno visto una notevole partecipazione di pubblico. Il luogo più votato in assoluto è stato l’Eremo dell’Abbazia di Santa Maria di Pulsano, situata a Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia. In questo luogo sono presenti ben 24 eremi interamente scavati nella roccia, ed ubicati su precipizi alti più di 200 metri. Il secondo posto è invece andato alla villa ottocentesca Casa Desanti Bossi di Novara, realizzata dall’architetto Alessandro Antonelli e bisognosa di opere di restauro.</p>
<p>Foto: artemanuele &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il dilagare dello shopping online: Bonprix</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 10:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uema</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel frenetico mondo di oggi è difficile districarsi tra i propri impegni e la cura del proprio abbigliamento: cosa c’è di meglio di trovare, in un solo negozio, tutto ciò che può servire per essere sempre perfetti ed alla moda? E, se è la qualità Bonprix a garantirlo, la scelta è immediata! Poco tempo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-69" title="Shopping online" src="http://www.eumagazine.it/wp-content/uploads/2011/11/Shopping-Line-300x200.jpg" alt="Nuove modalità di acquisto" width="300" height="200" /><strong>Nel frenetico mondo di oggi è difficile districarsi tra i propri impegni e la cura del proprio abbigliamento: cosa c’è di meglio di trovare, in un solo negozio, tutto ciò che può servire per essere sempre perfetti ed alla moda? E, se è la qualità <a href="http://www.bonprix.it">Bonprix </a>a garantirlo, la scelta è immediata!</strong></p>
<h2>Poco tempo per l’acquisto perfetto? Bonprix è la soluzione!</h2>
<p>La ricerca della mise giusta richiede impegno, così come abbinare scarpe e accessori giusti, e non sempre si ha tempo o voglia di cercare in lungo ed in largo per decine di negozi; anche questo spiega la nuova passione dilagante per lo shopping online: con il semplice ausilio di un computer ed una connessione internet, si ha la possibilità di visualizzare migliaia di articoli senza muoversi da casa, senza stress e attese alle casse o al parcheggio.<br />
È indispensabile, però, avere la certezza di dove si stanno per inviare i propri soldi: come essere certi della qualità dei prodotti che desideriamo acquistare, dal momento che non possiamo provarli o toccarli con mano? Il metodo migliore è affidarsi ad attività commerciali che da anni si occupano di vendita per corrispondenza e che si sono costruiti una solida ed affidabile reputazione negli anni: cosa meglio, dunque, di Bonprix? Leader nel settore della vendita per corrispondenza da venticinque anni, Bonprix si apre ora ad internet con un sito ricchissimo (più di ottomila articoli, per l’abbigliamento di lei, di lui, dei bambini e l’arredo della casa), senza abbandonare la sua storica distribuzione per posta.</p>
<h2>Bonprix, venticinque anni di qualità</h2>
<p>Bonprix nasce ad Amburgo nel 1986 e da allora la sua ditta è stata sempre in espansione, fino a raggiungere i diciotto milioni di clienti soddisfatti in tutta Europa; nel 1992 Bonprix è arrivata in Italia e già nel 1997 ha avviato il suo primo negozio online.<br />
Gli appassionati dello shopping online possono spaziare in un sito fornitissimo, dove materiali di ottima qualità sono ordinatamente divisi in sezioni, in modo da facilitare il cliente nella ricerca, e si può contare su una grande varietà di taglie e modelli. Si può pagare con carta di credito e gli acquisti arrivano comodamente a casa tramite corriere: cosa chiedere di più?</p>
<p>Foto: Amy Walters &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Confindustria e i rapporti con il governo italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 18:53:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La storia del rapporto tra Confindustria e governo è caratterizzata da fasi contrastanti e altalenanti fatte di momenti di coesione e momenti di scontri durissimi. La Fiat, ad esempio, è la dimostrazione più netta e tangibile dei rapporti esistenti tra Confindustria e governo. La crisi della Fiat e il contributo dello Stato All’inizio degli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-43" title="Forza Italia" src="http://www.eumagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/fiat500_italien.jpg" alt="Confindustria" width="300" height="200" /><strong>La storia del rapporto tra Confindustria e governo è caratterizzata da fasi contrastanti e altalenanti fatte di momenti di coesione e momenti di scontri durissimi. La Fiat, ad esempio, è la dimostrazione più netta e tangibile dei rapporti esistenti tra Confindustria e governo.</strong></p>
<h2>La crisi della Fiat e il contributo dello Stato</h2>
<p>All’inizio degli anni 90’ la Fiat, che all’epoca non sapeva ancora chi fosse il signor Marchionne, chiese ed ottenne dallo stato dei contributi economici per fronteggiare un periodo di forte crisi legata soprattutto ad un’immagine vetusta e poco competitiva tra il mercato delle automobili. In quegli anni, lo stato italiano decise di investire nella più grande industria italiana per salvare posti di lavoro ma anche per rilanciare le vendite della casa automobilistica. Oggi, siamo molto lontani da quei tempi. Da quando Sergio Marchionne è diventato l’amministratore delegato della Fiat e Lapo Elkann ha rilanciato il marchio catturando sui nuovi prodotti l’attenzione e l’interesse del mercato globale, la Fiat ha conosciuto una fase di sviluppo inarrestabile. I nuovi prodotti di punta, tra cui la modernissima 500 e la nuova Punto, sono andati a ruba e nelle metropoli di tutto il mondo, i fan del Made in Italy fanno di tutto per avere una di queste auto.</p>
<h2>La crisi mondiale e l’abbandono della Fiat</h2>
<p>Tuttavia, questo scenario è cambiato con l’arrivo della crisi, e di Marchionne. Il nuovo amministratore delegato di Fiat, infatti, essendo un manager che guarda ai risultati e ai numeri di un’azienda ha capito che fare questo lavoro in Italia è difficile: il costo degli operai è alto, il rapporto con i sindacati è pesante per non parlare del fatto che lo stato italiano si è rifiutato di spendere soldi per aiutare nuovamente l’azienda. Le conseguenze di questa decisione, come è ovvio, non sono state felici: Marchionne ha annunciato che dal 2012 sarà fuori da Confindustria (il che significa che a Marchionne non interessa fare impresa in Italia perché non ritiene ci siano le condizioni per crescere), molti stabilimenti fiat e indotti stanno chiudendo perché il lavoro è stato spostato all’estero e, dulcis in fundo, migliaia di persone hanno perso il loro posto di lavoro. Il rapporto tra Confindustria e governo resta problematico, non solo per quanto riguarda il caso fiat (che è quello più eclatante) ma anche per le migliaia di piccole e medio aziende che popolano il belpaese.</p>
<p>Illustrazione: cyrano &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La storia del premio Nobel</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 15:45:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Alfred Nobel]]></category>
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		<category><![CDATA[patrimonio dell'umanità]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Nobel]]></category>

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		<description><![CDATA[Il premio Nobel è uno dei riconoscimenti culturali più prestigiosi al mondo che viene assegnato ogni anno ad un gruppo di uomini che hanno eccelso in una particolare disciplina o attività umana contribuendo in modo significativo ad arricchire il patrimonio dell’umanità. Premio Nobel: nascita e polemiche Il premio nacque per la volontà di un imprenditore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eumagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/stockholm.jpg" alt="Storia del premio Nobel" title="Stoccolma" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-35" /><strong>Il premio Nobel è uno dei riconoscimenti culturali più prestigiosi al mondo che viene assegnato ogni anno ad un gruppo di uomini che hanno eccelso in una particolare disciplina o attività umana contribuendo in modo significativo ad arricchire il patrimonio dell’umanità.</strong><br />
<br /></br></p>
<h2>Premio Nobel: nascita e polemiche</h2>
<p>Il premio nacque per la volontà di un imprenditore svedese di nome Alfred Nobel che inventò la dinamite. La prima cerimonia di consegna del prestigioso premio Nobel ci fu nel 1901 quando furono assegnati premi per le eccellenze nel campo della medicina, della fisica, della chimica e della pace. Anni dopo fu introdotto anche il premio Nobel per l’economia. La cerimonia di consegna dei premi si tiene il 10 dicembre di ogni anno, in memoria alla data di morte del celebre Alfred. I premi che riguardano le discipline vengono attribuiti a studiosi che, in genere, hanno dato un contributo nuovo e promettente allo studio di una certa disciplina. Esiste, poi, anche il premio Nobel per la pace la cui assegnazione spesso è stata accompagnata da aspre polemiche. L’ultima c’è stata in occasione del premio per la pace assegnato al Presidente Obama, definito da molti ‘fuori luogo’, vista la partecipazione americana a varie missioni belliche.</p>
<h2>Fama, danaro e prestigio per i vincitori del Nobel</h2>
<p>I vincitori del premio Nobel vengono premiati a Dicembre, ma in genere i loro nomi si conoscono già alcuni mesi prima. Oltre a ricevere un premio dal Re di Svezia in persona, i vincitori ricevono anche un premio in denaro (circa un milione di euro). Si pensò di assegnare questo premio perché, durante le prime edizioni, i vincitori erano giovani appena laureati e promettenti ricercatori. Il premio in denaro, quindi, avrebbe permesso loro di continuare le loro ricerche senza preoccuparsi di trovare i soldi. Il premio Nobel per l’economia, tuttavia, non è stato istituito per la volontà di Alfred Nobel ma è stata una scelta fatta dalla Banca di Svezia. Per questo motivo, il premio non viene onorato con i soldi della famiglia Nobel ed è quasi considerato un premio Nobel di seconda mano.</p>
<p>Foto: Sergey Khodorkovskiy &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il ruolo delle agenzie di rating</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 15:39:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzie di rating]]></category>
		<category><![CDATA[Henry Poor]]></category>
		<category><![CDATA[Moody]]></category>
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		<description><![CDATA[Il rating è un mezzo per valutare le obbligazioni e il loro tasso di rischio. Henry Poor, all’inizio del secolo scorso, pubblicò un articolo dove esprimeva il suo profondo desiderio di vedere pubblicati tutti i bilanci delle imprese per consentire, a chiunque lo volesse, di investire nell’impresa medesima o di acquistare una parte delle azioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eumagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/bargeldstapel.jpg" alt="Agenzie di rating" title="Soldi" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-31" /><strong>Il rating è un mezzo per valutare le obbligazioni e il loro tasso di rischio. Henry Poor, all’inizio del secolo scorso, pubblicò un articolo dove esprimeva il suo profondo desiderio di vedere pubblicati tutti i bilanci delle imprese per consentire, a chiunque lo volesse, di investire nell’impresa medesima o di acquistare una parte delle azioni che la costituiscono.</strong></p>
<h2>Storia delle agenzie di rating</h2>
<p>Qualche anno dopo il figlio di Poor decise di realizzare il sogno di suo padre e insieme all’amico Lee Blake fondarono un’agenzia di rating che chiamarono Standard and Poor’s. Negli stessi tempi, un giornalista americano di nome Moody sposò le tesi di Poor e pubblicò un manuale all’interno del quale spiegava i motivi per cui la conoscenza del bilancio di un’azienda è un elemento fondamentale. Lo stesso Moody creò un’agenzia di rating che ovviamente chiamò Moody’s. Attualmente la Standard and Poor’s e la Moody sono le agenzie di rating più importanti del mondo.</p>
<h2>Cosa fanno le agenzie di rating?</h2>
<p>Il lavoro delle agenzie di rating è un lavoro su commissione che viene pagato da chi lo richiede. Il cliente dell’agenzia di rating può essere il singolo imprenditore, una società o addirittura un paese. Nel momento in cui ci si rivolge a una di queste agenzie, i funzionari iniziano ad analizzare il cliente, ad esempio una banca. Innanzitutto, le agenzie acquisiscono informazioni all’esterno, poi guardano il bilancio del cliente ed, infine, inviano i loro impiegati ad analizza a fondo la banca. Quando l’agenzia ha messo insieme tutte le notizie sul proprio cliente può farne una valutazione dichiarando quali garanzie economiche è in grado di sostenere il cliente. Questa valutazione, tuttavia, non è legata al giudizio di un singolo funzionario dell’agenzia ma deve passare sotto il parere di un gruppo di esperti che lavorano all’interno della stessa agenzia a cui spetta il compito di assegnare un rating, cioè una valutazione, al cliente. Successivamente il rating viene comunicato al cliente che può scegliere se accettare questa valutazione o sottoporre la sua impresa ad ulteriori approfondimenti che determineranno, quindi, una nuova riunione del gruppo di esperti dell’agenzia. Alla fine il rating dell’azienda viene pubblicato dall’agenzia e da quel momento tutti possono avere le informazioni del bilancio e dell’attività di quel cliente, a meno che il cliente stesso non chieda di mantenere privato lo studio.</p>
<p>Copyright: Jakub Krechowicz &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il festival di Cannes e la sua storia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 18:34:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
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		<description><![CDATA[Il festival di Cannes è una rassegna cinematografica che si svolge ogni anno nel mese delle rose. La prima edizione del festival di Cannes ci fu nel 2002 e da allora questo evento è diventato imperdibile per tutte le star del cinema. Proprio a Cannes, infatti, attori e produttori, scelgono di lanciare i loro ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eumagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/cannes.jpg" alt="Il festival di Cannes" title="costa azzurra, Villefranche sur mer" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-28" /><strong>Il festival di Cannes è una rassegna cinematografica che si svolge ogni anno nel mese delle rose. La prima edizione del festival di Cannes ci fu nel 2002 e da allora questo evento è diventato imperdibile per tutte le star del cinema. Proprio a Cannes, infatti, attori e produttori, scelgono di lanciare i loro ultimi film nella consapevolezza di ottenere una grande visibilità.</strong></p>
<h2>La storia del festival di Cannes</h2>
<p>Il festival dura due settimane durante le quali si alternano gli attori e le attrici del momento sfilando sontuosamente sul celebre tappeto rosso. L’attenzione dei giornali è alle stelle e la calca di fotografi ai margini del red carpet è strabiliante. Insomma, Cannes è un’occasione imperdibile per tutti quelli che amano farsi notare. L’origine del festival di Cannes si può definire bellicosa. Negli anni della seconda guerra mondiale, infatti, esisteva già il festival del cinema di Venezia. Tuttavia, agli occhi dei francesi l’evento veneziano era troppo viziato dalle imposizioni del governo fascista e di quello nazista. Per questo motivo, il ministro della cultura francese decise di creare un nuovo festival del cinema a Cannes. Nei progetti iniziali, la rassegna avrebbe dovuto svolgersi durante il mese di settembre. Tuttavia, gli eventi legati alla guerra (in particolare i combattimenti della Francia contro la Germania) fecero saltare questo progetto.</p>
<h2>Dalla prima edizione al ‘68</h2>
<p>Nel ’46 si svolse la prima edizione del festival e il mese prescelto fu maggio. Da allora, l’evento si svolse ogni anno fatta eccezione per due edizioni che saltarono a causa dell’instabilità economica del paese. Una delle edizioni indimenticabili del festival di Cannes fu quella del ’68. All’epoca l’attrice nostrana Monica Vitti aveva il compito di presiedere la rassegna. Tuttavia, a causa delle proteste, degli scioperi e di molte altre manifestazioni, la Vitti abbandono l’incarico assegnatole. A lei fecero seguito quasi tutti gli altri componenti della giuria e alla fine non ci fu l’assegnazione di nessun premio. Si preferì, dunque, sospendere l’evento affinchè un evento – di natura culturale- mostrasse la propria sensibilità dinanzi a problemi reali e gravi che nulla in comune avevano con l’invenzione cinematografica: il disagio degli studenti universitari e gli operai licenziati.</p>
<p>Foto: Enrico De Vita &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il buco dell’ozono e le ripercussioni sull’ambiente</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 14:28:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[atmosfera]]></category>
		<category><![CDATA[buco dell'ozono]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo di Montreal]]></category>
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		<description><![CDATA[Intorno al 1980, gli studiosi hanno iniziato a registrare un fenomeno preoccupante che si verifica nell’atmosfera. Tutti gli anni, durante il periodo della primavera, nelle zone polari si dovrebbe verificare un aumento dell’ozono nell’atmosfera. A partire dagli anni 80’, però, questo incremento dell’ozono si è notevolmente abbassato producendo effetti devastanti sull’intero pianeta. La scoperta della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eumagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/wolken1.jpg" alt="Buco Ozono" title="Cielo" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-23" /><strong>Intorno al 1980, gli studiosi hanno iniziato a registrare un fenomeno preoccupante che si verifica nell’atmosfera. Tutti gli anni, durante il periodo della primavera, nelle zone polari si dovrebbe verificare un aumento dell’ozono nell’atmosfera.  A partire dagli anni 80’, però, questo incremento dell’ozono si è notevolmente abbassato producendo effetti devastanti sull’intero pianeta.</strong><br />
<br /></br><br /></br></p>
<h2>La scoperta della malattia dell’ozono</h2>
<p>Questo strato di ozono che dagli anni 80’ non cresce più come dovrebbe, è particolarmente importante in quanto serve a proteggere la terra dalla violenza dei raggi del sole. Nel momento in cui questa protezione è diminuita, è evidente che l’esposizione della terra al sole è diventata più pericolosa. Il pericolo, tuttavia, non tocca solo la pelle degli uomini ma anche la vita delle piante e degli animali che resta tutt’oggi seriamente compromessa. Gli studi che hanno permesso di conoscere la situazione dello strato di ozono nell’atmosfera sono piuttosto recenti. Solo nel 1985, infatti, le autorità governative di tutto il mondo hanno deciso di adottare dei provvedimenti per arginare questo problema che l’uomo stesso ha contribuito ad aggravare. L’emissione di gas dalla terra, infatti, contribuisce tutti gli anni ad assottigliare lo strato di ozono delle zone polari e – di conseguenza – contribuisce a mettere in pericolo la vita della terra.</p>
<h2>Le cause del buco e il dubbio degli scienziati</h2>
<p>Le emissioni di gas da parte dell’uomo si registrano in quantità massiccia soprattutto nei paesi fortemente industrializzati, dove l’uso di automobili, impianti di raffreddamento, spray è massiccio. Per queste ragioni, nel 1987 i paesi di tutto il mondo hanno firmato il protocollo di Montreal attraverso il quale si impegnavano a mantenere un tetto massimo di emissioni di Gas. I problemi, tuttavia, non sono diminuiti e sono nati dubbi circa la validità delle teorie scientifiche. Secondo gli scienziati, infatti, i fenomeni che generano il buco dell’ozono si verificano principalmente nel sud del mondo. Ciò, per molti era in contrasto con il fatto che la stragrande maggioranza dei paesi industrializzati si trova a nord. Inoltre, nessuno ha mai trovato un rapporto di causa-effetto diretto tra l’esposizione ai raggi del sole e la comparsa di tumori della pelle. Per tutte queste ragioni, gli studi in materia sono continuati e continuano tutt’ora: nuove teorie pronte a scardinare quelle passate sono già dietro l’angolo in attesa che l’ozono torni nuovamente a lievitare.</p>
<p>Immagine: Sergey Tokarev &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I sistemi elettorali in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 15:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uema</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[formula proporzionale]]></category>
		<category><![CDATA[seggi]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sistema elettorale organizza seggi e votazioni e stabilisce le regole all’interno di una precisa forma di governo: la democrazia. Tuttavia, nel senso comune si tende ad utilizzare questa espressione in un’accezione molto più ampia, inglobando in essa tutte le norme e le regole che hanno a che fare con le elezioni e, quindi, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.eumagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/waehlen.jpg" alt="Sistemi elettorali in Italia" title="Votare" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-20" /><strong>Il sistema elettorale organizza seggi e votazioni e stabilisce le regole all’interno di una precisa forma di governo: la democrazia. Tuttavia, nel senso comune si tende ad utilizzare questa espressione in un’accezione molto più ampia, inglobando in essa tutte le norme e le regole che hanno a che fare con le elezioni e, quindi, con il sistema di voto.</strong></p>
<h2>Struttura del sistema elettorale</h2>
<p>Il sistema elettorale è costituito da due fattori essenziali che riguardano le modalità attraverso le quali si svolge il voto e i luoghi stessi dove si vota, cioè i seggi. Questi due elementi costituiscono quella che – tecnicamente – si chiama formula elettorale. Questa formula si divide in due enormi gruppi: il sistema maggioritario e il sistema proposizionale. La formula di tipo maggioritario è una delle prime introdotte a livello istituzionale e premia i singoli candidati o i partiti a cui essi fanno capo. La formula proposizionale, invece, risale all’800 e serve a stabilire un rapporto di proporzione tra i voti ottenuti da un partito e i vari seggi dove si vota per quel partito.</p>
<h2>Il sistema elettorale in Italia</h2>
<p>Non è semplicissimo spiegare che tipo di sistema elettorale ci sia in Italia. In linea di massima il sistema è di tipo proposizionale, ma ci sono delle eccezioni. Per le elezioni che si svolgono nei comuni in cui ci sono meno di quindicimila persone e per le elezioni delle circoscrizioni, al candidato che vince spettano molti seggi (quasi il 70%). Per quanto riguarda le elezioni che si svolgono a livello provinciale e nei comuni più grandi, i partiti e le liste di cui fanno parte i sindaci o i presidenti hanno diritto a più della metà dei seggi presenti sul territorio e, in questo caso, il sistema di votazione è di tipo proposizionale. Questo sistema di voto è molto simile anche durante le elezioni politiche, per le quali tuttavia i cittadini non possono esprimere la loro preferenza per qualche candidato. Il sistema di votazione più complesso in Italia è sicuramente quello legato alle regioni. In questo caso, infatti, il sistema di voto è metà proposizionale e per metà maggioritario. Infine ci sono le regioni autonome che, come tali, stabiliscono da sole il sistema elettorale che ritengono più opportuno somministrare ai loro cittadini.</p>
<p>Illustrazione: Christian Schwier &#8211; Germany &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Un tour interessante per la Spagna nord-orientale</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 12:52:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Autonoleggio]]></category>
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		<description><![CDATA[La Catalogna e la sua capitale, Barcellona, sono una meta molto amata dal turismo italiano e non solo per via del clima mite, del grande patrimonio artistico e culturale e delle innumerevoli opportunità di divertimento. Raggiungere questa destinazione in aereo è diventato semplice grazie ai voli low cost, e per spostarsi l’ideale è ricorrere al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-13" title="Barcellona" src="http://www.eumagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/Barcelona.jpg" alt="Un tour per la Spagna, Barcellona" width="300" height="222" /><strong>La Catalogna e la sua capitale, Barcellona, sono una meta molto amata dal turismo italiano e non solo per via del clima mite, del grande patrimonio artistico e culturale e delle innumerevoli opportunità di divertimento. Raggiungere questa destinazione in aereo è diventato semplice grazie ai voli low cost, e per spostarsi l’ideale è ricorrere al noleggio auto Barcellona che offre infatti opportunità adatte a tutte le esigenze.</strong></p>
<h2>I luoghi imperdibili di Barcellona e della Catalogna</h2>
<p>La classica visita turistica di Barcellona comprende luoghi imperdibili della città a iniziare dalla maestosa Sagrada Familia, opera dell’architetto Antoni Gaudì. Chi ama passeggiare non può mancare di visitare i parchi cittadini principali, ovvero Montjuïc, Tibidabo e la Ciutadella, e lo storico quartiere del Raval passando per la Rambla e la Ribera, dove respirare l’aria della Barcellona d’un tempo. Gli appassionati dell’arte invece possono apprezzare la Fondazione Mirò, il Museo Picasso e le grandi opere di Gaudì come la Casa Batlló e la Pedrera. Nei dintorni di Barcellona sono presenti splendide località di mare come ad esempio la nota Costa Brava, molto amata dal turismo internazionale, e la Costa Maresme, più tranquilla e preferita dalle famiglie e dai viaggiatori alternativi. Per chi invece preferisce la montagna, Montserrat è invece la destinazione ideale. Questa spettacolare formazione rocciosa, costituita da rocce sedimentarie, si erge dalla pianura circostante ed è visibile da decine di chilometri di distanza. Oltre alla grande valenza paesaggistica e naturalistica Montserrat ospita un importante luogo di culto, il Monastero di Santa Maria de Montserrat.</p>
<h2>Il noleggio auto Barcellona e le sue opportunità</h2>
<p>Barcellona è una destinazione facilmente raggiungibile da altre città italiane ed europee grazie al suo aeroporto di El Prat de Llobregat, situato a una decina di chilometri di distanza dal centro città; il porto è invece collegato via mare con Livorno, Genova e Civitavecchia. Per chi giunge in Catalogna senza un proprio mezzo di trasporto, l’ideale per muoversi nei dintorni della città è ricorrere al <a href="http://www.autonoleggio-online.it/Spagna/Autonoleggio-Barcellona.aspx" target="_blank">noleggio auto Barcellona</a> che offre, in questo senso, molte opportunità. Le agenzie di autonoleggio principali sono situate presso lo scalo aeroportuale ed il porto turistico, ma se ne possono trovare anche in diversi punti della città.</p>
<p>Immagine: Erwin Wodicka &#8211; Fotolia</p>
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