Il dilagare dello shopping online: Bonprix

Nuove modalità di acquistoNel frenetico mondo di oggi è difficile districarsi tra i propri impegni e la cura del proprio abbigliamento: cosa c’è di meglio di trovare, in un solo negozio, tutto ciò che può servire per essere sempre perfetti ed alla moda? E, se è la qualità Bonprix a garantirlo, la scelta è immediata!

Poco tempo per l’acquisto perfetto? Bonprix è la soluzione!

La ricerca della mise giusta richiede impegno, così come abbinare scarpe e accessori giusti, e non sempre si ha tempo o voglia di cercare in lungo ed in largo per decine di negozi; anche questo spiega la nuova passione dilagante per lo shopping online: con il semplice ausilio di un computer ed una connessione internet, si ha la possibilità di visualizzare migliaia di articoli senza muoversi da casa, senza stress e attese alle casse o al parcheggio.
È indispensabile, però, avere la certezza di dove si stanno per inviare i propri soldi: come essere certi della qualità dei prodotti che desideriamo acquistare, dal momento che non possiamo provarli o toccarli con mano? Il metodo migliore è affidarsi ad attività commerciali che da anni si occupano di vendita per corrispondenza e che si sono costruiti una solida ed affidabile reputazione negli anni: cosa meglio, dunque, di Bonprix? Leader nel settore della vendita per corrispondenza da venticinque anni, Bonprix si apre ora ad internet con un sito ricchissimo (più di ottomila articoli, per l’abbigliamento di lei, di lui, dei bambini e l’arredo della casa), senza abbandonare la sua storica distribuzione per posta.

Bonprix, venticinque anni di qualità

Bonprix nasce ad Amburgo nel 1986 e da allora la sua ditta è stata sempre in espansione, fino a raggiungere i diciotto milioni di clienti soddisfatti in tutta Europa; nel 1992 Bonprix è arrivata in Italia e già nel 1997 ha avviato il suo primo negozio online.
Gli appassionati dello shopping online possono spaziare in un sito fornitissimo, dove materiali di ottima qualità sono ordinatamente divisi in sezioni, in modo da facilitare il cliente nella ricerca, e si può contare su una grande varietà di taglie e modelli. Si può pagare con carta di credito e gli acquisti arrivano comodamente a casa tramite corriere: cosa chiedere di più?

Foto: Amy Walters – Fotolia

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Confindustria e i rapporti con il governo italiano

ConfindustriaLa storia del rapporto tra Confindustria e governo è caratterizzata da fasi contrastanti e altalenanti fatte di momenti di coesione e momenti di scontri durissimi. La Fiat, ad esempio, è la dimostrazione più netta e tangibile dei rapporti esistenti tra Confindustria e governo.

La crisi della Fiat e il contributo dello Stato

All’inizio degli anni 90’ la Fiat, che all’epoca non sapeva ancora chi fosse il signor Marchionne, chiese ed ottenne dallo stato dei contributi economici per fronteggiare un periodo di forte crisi legata soprattutto ad un’immagine vetusta e poco competitiva tra il mercato delle automobili. In quegli anni, lo stato italiano decise di investire nella più grande industria italiana per salvare posti di lavoro ma anche per rilanciare le vendite della casa automobilistica. Oggi, siamo molto lontani da quei tempi. Da quando Sergio Marchionne è diventato l’amministratore delegato della Fiat e Lapo Elkann ha rilanciato il marchio catturando sui nuovi prodotti l’attenzione e l’interesse del mercato globale, la Fiat ha conosciuto una fase di sviluppo inarrestabile. I nuovi prodotti di punta, tra cui la modernissima 500 e la nuova Punto, sono andati a ruba e nelle metropoli di tutto il mondo, i fan del Made in Italy fanno di tutto per avere una di queste auto.

La crisi mondiale e l’abbandono della Fiat

Tuttavia, questo scenario è cambiato con l’arrivo della crisi, e di Marchionne. Il nuovo amministratore delegato di Fiat, infatti, essendo un manager che guarda ai risultati e ai numeri di un’azienda ha capito che fare questo lavoro in Italia è difficile: il costo degli operai è alto, il rapporto con i sindacati è pesante per non parlare del fatto che lo stato italiano si è rifiutato di spendere soldi per aiutare nuovamente l’azienda. Le conseguenze di questa decisione, come è ovvio, non sono state felici: Marchionne ha annunciato che dal 2012 sarà fuori da Confindustria (il che significa che a Marchionne non interessa fare impresa in Italia perché non ritiene ci siano le condizioni per crescere), molti stabilimenti fiat e indotti stanno chiudendo perché il lavoro è stato spostato all’estero e, dulcis in fundo, migliaia di persone hanno perso il loro posto di lavoro. Il rapporto tra Confindustria e governo resta problematico, non solo per quanto riguarda il caso fiat (che è quello più eclatante) ma anche per le migliaia di piccole e medio aziende che popolano il belpaese.

Illustrazione: cyrano – Fotolia

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Il ruolo delle agenzie di rating

Agenzie di ratingIl rating è un mezzo per valutare le obbligazioni e il loro tasso di rischio. Henry Poor, all’inizio del secolo scorso, pubblicò un articolo dove esprimeva il suo profondo desiderio di vedere pubblicati tutti i bilanci delle imprese per consentire, a chiunque lo volesse, di investire nell’impresa medesima o di acquistare una parte delle azioni che la costituiscono.

Storia delle agenzie di rating

Qualche anno dopo il figlio di Poor decise di realizzare il sogno di suo padre e insieme all’amico Lee Blake fondarono un’agenzia di rating che chiamarono Standard and Poor’s. Negli stessi tempi, un giornalista americano di nome Moody sposò le tesi di Poor e pubblicò un manuale all’interno del quale spiegava i motivi per cui la conoscenza del bilancio di un’azienda è un elemento fondamentale. Lo stesso Moody creò un’agenzia di rating che ovviamente chiamò Moody’s. Attualmente la Standard and Poor’s e la Moody sono le agenzie di rating più importanti del mondo.

Cosa fanno le agenzie di rating?

Il lavoro delle agenzie di rating è un lavoro su commissione che viene pagato da chi lo richiede. Il cliente dell’agenzia di rating può essere il singolo imprenditore, una società o addirittura un paese. Nel momento in cui ci si rivolge a una di queste agenzie, i funzionari iniziano ad analizzare il cliente, ad esempio una banca. Innanzitutto, le agenzie acquisiscono informazioni all’esterno, poi guardano il bilancio del cliente ed, infine, inviano i loro impiegati ad analizza a fondo la banca. Quando l’agenzia ha messo insieme tutte le notizie sul proprio cliente può farne una valutazione dichiarando quali garanzie economiche è in grado di sostenere il cliente. Questa valutazione, tuttavia, non è legata al giudizio di un singolo funzionario dell’agenzia ma deve passare sotto il parere di un gruppo di esperti che lavorano all’interno della stessa agenzia a cui spetta il compito di assegnare un rating, cioè una valutazione, al cliente. Successivamente il rating viene comunicato al cliente che può scegliere se accettare questa valutazione o sottoporre la sua impresa ad ulteriori approfondimenti che determineranno, quindi, una nuova riunione del gruppo di esperti dell’agenzia. Alla fine il rating dell’azienda viene pubblicato dall’agenzia e da quel momento tutti possono avere le informazioni del bilancio e dell’attività di quel cliente, a meno che il cliente stesso non chieda di mantenere privato lo studio.

Copyright: Jakub Krechowicz – Fotolia

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